Itinerario del vino e della civiltà contadina

Immagini della campagna neretina

L’itinerario del vino prevede la visita a palmenti antichi ormai in disuso e nuovi stabilimenti vinicoli in piena attività lavorativa, a testimonianza dell’evoluzione che si è avuta negli anni, per una delle attività economiche più importanti del Salento: la produzione del vino. Durante il tragitto si visiteranno, inoltre, antiche masserie ed manufatti della civiltà contadina che rappresentano dei veri e propri monumenti della cultura rurale.

Partenza
L’ostello è ubicato presso la struttura del Velodromo degli Ulivi a Monteroni di Lecce. Si tratta di una foresteria immersa in un oliveto caratterizzato dalla presenza di secolari piante di ulivo che incorniciano vari impianti sportivi tra cui un velodromo in legno.
La partenza dell’itinerario è dall’ostello, dopo una ricca colazione nel ristorante “Lo Smeraldo”.
Prima tappa

La prima tappa è la Cantina Cooperativa vinicola di Nardò, un moderno stabilimento vinicolo in grado di lavorare 200 q di uva al giorno. Le uve provengono generalmente da vigneti della zona caratterizzati da vitigni quali “Malvasia nera” e “Negroamaro”, che danno un ottimo vino rosso. Nella cantina un enologo spiegherà il funzionamento dei diversi macchinari e delle diverse catene di montaggio ed al termine della visita farà degustare i diversi tipi di vino prodotti. Dalla cantina si raggiungerà una bellissima masseria fortificata ancora funzionante: “Masseria Brusca” la struttura del 1500 si caratterizza per un ampio sistema di archi che si affacciano sul piazzale antistante e per la chiesetta in stile barocco. La parte retrostante della casa presenta le stalle dove bovini tipici del luogo e ovini della razza “Leccese”  vengono allevati con metodo a stabulazione libera. Il foraggio viene prodotto negli ampi terreni intorno alla masseria che si estendono su circa 150 ettari.  

Seconda tappa
La tappa successiva è a Tuglie, un centro agricolo collinare, a 10 Km da Gallipoli, con un piccolo tesoro d'arte, storia, cultura e tradizione, che merita di essere scoperto. Si tratta del "Museo della civiltà contadina del Salento". Molti sono i pezzi di antiquariato custoditi nel museo, ma ancora più preziosi sono i semplicissimi strumenti del lavoro duro e umile della nostra gente nei campi e per i campi.
Il caratteristico colore rosso pompeiano della facciata del museo è una prima immediata testimonianza del mondo nel quale ci si accinge ad entrare; un mondo, quello contadino, fatto di lavoro, speranze, sacrifici che qui hanno il colore rosso del mosto e della terra.  

Il museo conta più sale:
Il frantoio, originariamente adibita a frantoio, venne usata successivamente come stalla e poi come legnaia.  Oggi funge come sala d'ingresso ed è adibita ad accogliere gli ospiti che si accingono a visitare il museo.
Il palmento. Antichi opifici in cui si trasformavano l'uva in vino e le olive in olio, alla cantina usata per conservare fresco il vino che in questo locale era contenuto in enormi botti di rovere e alla dispensa, piccolo locale annesso alla cucina, usato come magazzino vivande.
Le stanze documentali: contengono documenti che riguardano la nobile famiglia Venturi L’imperatrice Maria Teresa d' Austria  e l‘imperatore Giuseppe. Inoltre sono stati raccolti i semplici giochi con cui si divertivano i bambini e i reperti archeologici.
La camera da letto: sono custoditi oltre ad un telaio del '700, gli strumenti necessari per la tessitura.
La lavanderia: una o al massimo due volte a settimana veniva fatto il bucato: le donne di casa in quei giorni preparavano COFANU, LIMBU e CENNERATURU per contenere bucato e liscivia.
La cappella: nella quale ci si riuniva per celebrare la Messa, per recitare il Rosario o semplicemente per sostare in ginocchio in preghiera.

Quota individuale €50,00

Il costo dell’itinerario prevede:

pernottamento in stanze da letto riscaldate, con 8 posti letto singoli e bagno in comune con vista sul parco del Velodromo degli Ulivi; colazione ricca ed abbondante nel bar ristorante annesso; servizio visite; guide naturalistiche specializzate; pranzo con vari menù tipicamente salentini e cibo ottenuto da prodotti biologici; servizio autobus con pullman G.T.